Capitolo1
Sofija stava seduta nella vasca, si strofinava con rabbia con la spugna, cercava di placare il dispetto che le gonfiava il petto e a stento si tratteneva dal dare una testata contro il muro con tutta la forza, che scoppiasse pure, a che le serviva una zucca senza cervello; e intanto nella memoria riaffioravano le scene brutali della notte appena passata.
Porca puttana!.. Ma perché, ma che cazzo ci era andata a fare in quel club, in quella bettola, in quel covo di depravazione?! È stata Nadja, è stata lei, la stronza, a starle addosso: hai bisogno di rilassarti, di resettarti, di dimenticare i problemi! Puah, che puttanella, che brutta stronza!..
Rilassata, sì!.. Resettata, alla grande!.. Mmm, che schifo!..
Aveva la nausea, le faceva male la testa e le bruciava la gola: non era mai stata così male. È tutta colpa di quella canna... Eppure l’avevano avvertita! L’avevano avvertita e lei non aveva ascoltato, idiota patentata! Alcol più erba, ed eccoti servita... Se non si fosse fatta, non sarebbe successo niente. Non avrebbe permesso, punto! Si sarebbe difesa, si sarebbe divincolata in qualche modo! E se no, avrebbe morso con tutta la forza, così da staccarglielo, che non glielo riattaccassero più! E che la ammazzassero pure, al diavolo!..
E invece no, non ha nemmeno provato a difendersi, ha sopportato in silenzio come una pecora stupida, belava e basta! Si era spaventata... Certo che si era spaventata, chi non si sarebbe spaventato...
Anche se... c’era stato un momento in cui non era contraria nemmeno lei? Anzi, lo voleva!.. Si era sbronzata, la deficiente, ed ecco che le era venuta voglia! Ah, se avesse saputo come sarebbe finita...
O non lo voleva? Ma no, pare proprio che lo volesse...
Ora non lo si può dire con certezza, è tutto come nella nebbia... Be’! Ormai è successo, e indietro non si torna, comunque la giri...
Signore, la testa mi scoppia, devo prendere una pastiglia. E fare dei gargarismi. Con il bicarbonato... sì, con il bicarbonato, da qualche parte ne avevamo...
Bastardi, che vi si secchi, bestie!!!
E all’inizio andava tutto bene, normale, da persone civili, balli, strusciamenti e palpatine; anche dopo niente di che, è stato verso la fine che è diventato brutale. Accidenti, quanto brutale! E doloroso... Be’, così doloroso no, ma com’era squallido e sgradevole!.. Fa schifo perfino ricordarlo... Tranne forse qualche momento... Ma va’!.. Quei momenti si possono anche non contare...
Però è curioso come, dopo quella sigaretta, d’improvviso tutto fosse diventato... leggero, e strano, e anche allegro, come se non fosse più lei ma un’altra, una ragazza estranea, con cui — prego, fate quello che volete... E chiunque voglia, come con una bambola di gomma... e lei stessa che guarda come da fuori...
Quei degenerati pensano che con i dollari tutto gli sia permesso, maledetti pervertiti! A proposito, sono ancora nella borsetta, speriamo che Serhij non li veda, chiederebbe dove li ha presi...
Cavolo, ma come, come è potuto succedere che si sia abbassata a tanto?.. Diavolo, che vergogna!.. Ha vomitato dappertutto... Ma come ha fatto a sbronzarsi così! E sapeva, sapeva benissimo che non doveva bere! Che idiota!..
E come si era preparata con cura, come per una festa! Nadja si innervosiva sotto il portone e continuava a suonare il citofono; e quando il taxi le portava per le strade coperte di neve sporca, nell’anima era comparsa un’inquietudine sorda che cresceva, la sicurezza si era spenta e l’entusiasmo era sparito del tutto, non aveva più voglia di niente, e avrebbe dovuto rinunciare e tornare a casa, che Nadja ci andasse da sola, e invece no!..
E che cavolo ci è andata a fare, la scema?! Ma perché?! Fosse rimasta a casa, da donna perbene, non sarebbe successo niente!..
Serhij scosse la porta; si era svegliato, aveva sentito che lei era già a casa.
— Sonja, perché ti sei chiusa dentro? Tutto bene?
Non rispose, si arrabbiò solo di più.
— Sofija! — più forte. — Sei viva lì dentro?
— Che cazzo te ne frega?! — non si trattenne, ringhiò, e la testa rispose con un dolore acuto, tanto che le si oscurò la vista.
— Ma che hai?.. — chiese lui confuso, aspettò un po’, borbottò qualcosa e se ne andò.
— Stronzo! — imprecò sottovoce. Perché non sentisse. Ma che sentisse pure, che sapesse che era tutta colpa sua!..
Una settimana prima Sofija aveva scoperto che Serhij aveva un’amante: da un numero privato le avevano mandato alcune foto in cui il suo Serëža si strusciava con una mora grassa. E in una si baciavano perfino! Be’, «si strusciava» forse non è la parola giusta, ma... ma... che bastardo! Ora si capiva perché si tratteneva al lavoro! Si capiva perché da tempo non la cercava più a letto!
Anche se... che dire, il loro focolare aveva cominciato a spegnersi... e allora? E allora?! L’amore non può durare per sempre, a poco a poco si affievolisce, perde sapore. Come la minestra del giorno prima. È normale. È nell’ordine delle cose! Non ci si può fare niente, bisogna rassegnarsi e invecchiare insieme in pace. Non senza qualche tenerezza ogni tanto, per carità, ma mica sono sposini, per saltare a letto alla prima occasione!
Così Sofija cercava di convincersi, e sapeva, sapeva per certo di sbagliarsi. Serhij non aveva intenzione di invecchiare in pace: in lui ribollivano ancora gli ormoni, voleva un amore ardente e un sesso sfrenato. E Sofija non poteva darglielo. O non voleva. Non le interessava più. I loro momenti intimi erano diventati così monotoni e ordinari... Per questo non ne aveva voglia. A volte sì, ma più spesso no. Serhij ne aveva voglia, lei no. O era pigrizia. Be’, sì, era pigrizia, inutile girarci intorno... Quando proprio lui non ce la faceva più, allora va bene, tieni, ma sbrigati. E lei? Lei ne ricavava qualche minuto di piacere, e neanche granché, e poi alzati, vai in bagno, lavati... Era più facile fingere mal di testa, stanchezza o qualcos’altro, insomma i soliti trucchi femminili che tutti conoscono. E così faceva... forse troppo spesso...
Forse aveva perso un po’ troppo presto il gusto per cose che prima le piacevano. Sì, un po’ prestino... Non aveva nemmeno quarant’anni, una donna nel pieno della sua fioritura, si può dire. E sapeva di essere bella. Molto, anzi. Lineamenti regolari, un seno splendido, una magnifica chioma castana, occhi grigi ed espressivi, e un fisico da urlo! Le piaceva ancora piacere. Si impegnava parecchio per piacere prima di tutto a se stessa, poi a tutti, e solo dopo a Serhij. Sì, anche a lui, ma a lui non era obbligatorio, lui doveva e basta, non aveva scampo, stavano insieme da tanti anni. E poi chi lo vorrebbe: un semplice impiegato, con uno stipendio così così. Bello, non si discute, anche se non è la cosa più importante, ed è onesto, ed è perbene, ma non basta, ve lo dirà qualsiasi donna. Non ha ambizioni, non ha voglia di guadagnare di più, e così via...
Ma guarda un po’: ce n’era una che lo voleva! Elevtina! Un nome cretino, come quella vacca. Di viso carina, non si discute, ma grassa come una botte!
Grassa o no, con Serhij ha intrecciato una tresca! Sofija li aveva appostati davanti all’ufficio e li aveva visti uscire (insieme!): quella vaccona teneva Serhij sottobraccio, lui sorrideva come uno scemo e lei sghignazzava per tutta la strada! Si erano separati, ognuno per la sua strada, ma questo non vuol dire niente: si vede benissimo che qualcosa li lega! Ma è chiaro che cosa li lega, il letto li lega! Sofija non ne dubitava (be’, quasi), perché altrimenti perché le avrebbero mandato quelle foto? Foto così non si mandano per niente! E si immaginava, non poteva fare a meno di immaginare, Serhij che con un sorriso lascivo spoglia quella donnona, e lei... e lei... e poi loro... Oh, Signore, che schifo, puah!
Perché, perché Serhij l’ha tradita?! Per il sesso? Perché lei non gliela dava? Non gliela dava per settimane, è vero, lui aveva perso ogni speranza... E sì, lì era stata troppo ostinata, ma... possibile che fosse per questo?
Quella deficiente di Elevtina, a quanto pare, non gli diceva di no, e a un uomo che cosa serve? Ha voglia, e lei è pronta, allarga le gambone ed è fatta! Per questo con Elevtina si trova meglio... Ma no, accidenti, che meglio e meglio, non può trovarsi meglio con quella vecchia befana! Persino quando ride sembra una sgualdrina: ghi-ghi-ghi! Si vede subito che è stupida come una gallina! E che a letto sia brava, è improbabile: con il suo peso essere brave a letto è semplicemente impossibile!
Allora per il carattere. Per il carattere, sì, può essere. Il suo carattere è maledettamente litigioso, inutile negarlo... Prima non lo era, ma piano piano lo è diventato. Serhij si arrabbiava, e anche Sofija lo ammetteva, ma non riusciva a farci niente.
Signore, che cosa spiacevole. E umiliante. Così umiliante da non avere più forze! È come se lui l’avesse scartata, il vile traditore! Lei, vedete, per lui non va più bene!
Ma traditore o no, un altro uomo Sofija non lo voleva. Questo lo capì subito; solo che non sapeva che cosa fare. Fare una scenata? O rassegnarsi, sopportare e aspettare che tutto si sistemasse da solo? Purché Serhij non la lasciasse. Be’, ha fatto una scappatella, mica lo si caccia di casa per questo! Nemmeno lei è una santa... e poi come farebbe senza Serhij? Senza Serhij starebbe male. Non aveva mai dubitato che sarebbero invecchiati insieme e sarebbero morti, si capisce, nello stesso giorno. E se lo caccia, che fa, tutto questo da sola?..
Figli non ne avevano. Non venivano. I medici allargavano le braccia, consigliavano uno stile di vita sano, rapporti sessuali regolari e di credere che un giorno, chissà... Sciocchezze, insomma. Erano andati da una guaritrice e poi da un’altra, inutilmente. Pian piano si erano rassegnati. E poi il sesso, già allora, capitava di rado: altro che concepimento...
Saputo dell’amante, Sofija aveva cominciato a soffrire. E Serhij, quel bastardo, non se ne accorgeva. Lo faceva apposta, fingeva di non accorgersene! O forse non immaginava nemmeno che lei sapesse. Aveva telefonato a Nadja, a chi se no? Un’amica intima non l’aveva, e Nadja per quel ruolo non era granché adatta, ma bisognava pur sfogarsi con qualcuno! Nadija l’aveva ascoltata, era scoppiata a ridere e le aveva consigliato di fregarsene, perché gli uomini sono tutti dei porci, lei lo sa per certo, e non vale la pena di stare male per loro. Si era sentita un po’ meglio. In queste cose Nadja è un’esperta: di uomini ne aveva avuti almeno una ventina.
E il venerdì l’aveva trascinata in un locale notturno. Sofija non ricordava nemmeno più quando era stata l’ultima volta in un locale, per questo non aveva protestato. Voleva rilassarsi, combinare qualcosa di... di... per fare dispetto a Serhij! Fare baldoria! Non proprio fare baldoria fino in fondo... no, fino in fondo no, solo fargliela pagare, vendicarsi! Che lo sapesse, il farabutto, che cosa vuol dire tradire e poi fare finta di niente!.. Anzi no, che non lo sapesse; ma lo sapeva lei, di essersi concessa anche lei una scappatella, piccolissima, e di essersi vendicata così. Sarebbe stato giusto.
Non aveva detto dove andava né quando sarebbe tornata: che si tormentasse, il parassita!
Uscì dalla vasca, sentendo salire la nausea, la testa che scoppiava e il pavimento che ondeggiava sotto i piedi, si infilò l’accappatoio e andò in camera da letto, ignorando lo sguardo interrogativo di Serhij, che non dormiva e aspettava in cucina. Ma va’ al diavolo, non ha intenzione di spiegare niente! Adesso voleva una cosa sola: addormentarsi il più presto possibile, per non sentire la colpa e liberarsi della sensazione orribile di essere stata trascinata nel letame, usata in modo brutale e cinico, calpestata con gli stivali sporchi nel corpo e nella dignità.
Si trascinò fino al letto e cadde in un sonno pesante.
Continua…
